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24 dicembre 2009 - Piazza San Pietro

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Note del regista

Giardino di Maria

Mi trovo alle pendici del Gran Sasso, a Colledoro (Castelli - TE) nel giardino pubblico dedicato a Maria Di Gregorio, fondatrice, accanto a Leo Amici, del Piccolo Paese fuori dal Mondo al Lago di Monte Colombo (RN). Lo chiamano il Gran Sasso, il gigante che dorme. Sotto di lui, sotto il suo profilo d’uomo che si staglia verso il cielo, alle sue falde, un brulichio di paesi, città, case, vita… vita di oggi, di ieri. Qui nacque Maria.

Ecco perchè sono qui: appartengo, infatti, alla storia di Leo Amici, di Maria, della Fondazione Leo Amici, che ha promosso “Il silenzioso sospiro d’amore”, lo spettacolo su San Gabriele dell’Addolorata, ma sono anche a pochi chilometri da Isola del Gran Sasso, dal Santuario di San Gabriele dell’Addolorata. Tante vite, lotte, grandezze, dunque, ai piedi di questo maestoso gigante.

Anche Gabriele, al secolo Francesco Possenti, passeggiando tra le vette, i prati del Gran Sasso (visse qui gli ultimi due anni della sua brevissima vita - morì a 24 anni), sentiva l’animo elevarsi, gioire, mentre i suoi occhi scrutavano la bellezza di Dio. Meditava, passeggiando, sui misteri della vita, sui nostri interrogativi, sulla morte, come tanti, come facciamo tutti, soprattutto in gioventù, prima che gli idoli del mondo ci travolgano deviando il corso naturale di ciò che la nostra vera natura ci avrebbe riservato e fatto scegliere…

È questo che Gabriele più di tutto temeva: le tentazioni del mondo, che aveva giudicate vanità, cioè vane, inutili, temporali, mortali, cioè con una fine e non eterne come l’eternità cui sentiva di appartenere.

Era orfano dall’età di 4 anni e la figura di Maria Vergine lo confortava, in essa si rifugiava alla ricerca della protezione della mamma che non c’era più.

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